Relazione scientifica finale

 

1. Obiettivo della ricerca eseguita

Obiettivo del progetto era quello di pervenire, sulla base di una pluralità di ricostruzioni analitiche, a delineare un nuovo quadro d'insieme della storia della medievistica italiana nei secoli XIX e XX. In particolare, il progetto era volto a disporre in una visione unitaria i seguenti aspetti della ricerca, tutti presenti nel piano di lavoro delle unità:
a) Una prosopografia degli storici del medioevo nel periodo considerato, definendo, sotto il profilo sociale e culturale, il mondo dell'erudizione locale, il personale attivo nelle società storiche, nelle Deputazioni e negli archivi, i quadri accademici.
b) Un repertorio tematico degli argomenti di studio privilegiati e/o trascurati nell'arco di tempo indagato, per dar conto in modo analitico delle ricerche effettivamente svolte, mostrando i temi egemoni, ma anche le sacche di resistenza, le differenze regionali, le durature tradizioni locali.
c) I mutamenti intervenuti nel panorama medievistico italiano, colti in modo dinamico a tre diversi livelli. In primo luogo, attraverso le trasformazioni di metodo, che hanno avuto nei decenni tra Otto e Novecento e nelle discussioni su storia e scienza il loro snodo fondamentale. A un secondo livello, i mutamenti nelle forme di legittimazione del cultore di storia medievale: per lungo tempo un patrizio colto, poi spesso un borghese o un ecclesiastico legittimato da un particolare rapporto con una situazione locale, infine un professionista legittimato dal suo inserimento nelle istituzioni ufficiali del sapere. A un terzo livello, si intendeva indagare le trasformazioni nelle forme di aggregazione degli studiosi, dai sodalizi storici che concorsero alla fondazione dell'Istituto storico italiano, alla ridefinizione di ruoli e di prerogative indotta dall'insegnamento universitario della storia, alla proliferazione di società locali di nuova formazione, espressione di una piccola patria.
I progetti delle quattro unità dovevano muovere da una base territoriale (Piemonte e Liguria, Lombardia e Veneto, Toscana, Mezzogiorno d’Italia e Sicilia) ma al tempo stesso usare quella base per sottoporre a verifica gli aspetti che i proponenti ritenevano strategici nella ricerca medievistica dei secoli XIX e XX.
Più precisamente l’unità di Torino (di cui erano parte anche studiosi di Genova) aveva come obbiettivo quello di studiare il ruolo della storiografia piemontese e ligure nella formulazione di un’idea di medioevo connessa alla costruzione dell’Italia unita. Gli assi di ricerca individuati erano: 1. La discussione sul momento longobardo nella storia d’Italia, considerata dal particolare punto di osservazione della scienza giuridica piemontese; 2. Il sabaudismo storiografico e la nobiltà subalpina; 3. La discussione su storia e scienza, nella particolare declinazione torinese: ovvero con una particolare rilevanza delle scienze a statuto forte, dalla psichiatria all’antropologia storica; 4. La specificità genovese, consistente nell’eccezionale disponibilità di cartulari notarili e, in termini storiografici, nello sviluppo tra Otto Novecento di una tradizione di studi modellata su questa specificità.
L’unità locale dell’Università di Verona doveva perseguire nel contesto regionale gli approfondimenti previsti tanto a proposito dello sviluppo e del consolidamento delle istituzioni di ricerca (le Deputazioni di storia patria, i musei civici e i depositi archivistici locali), quanto dei network culturali (la rete di relazioni aggregatasi attorno al progetto della seconda edizione dei “Rerum italicarum scriptores”, le “scuole” universitarie e di archivio), quanto infine agli archivi di storici del medioevo.
L'unità di Siena doveva assumere come suo oggetto di interesse la questione del processo di professionalizzazione degli studi medievistici, in cui l'università assunse un luogo centrale, ma di cui furono parte anche gli studiosi attivi negli archivi e in altri limitati settore dell'amministrazione, come le scuole superiori. 
L'unità di ricerca di Napoli doveva infine approfondire le vicende della storiografia meridionale e siciliana tra Otto e Novecento, dedicando particolare attenzione alle forme di aggregazione degli storici e al modo in cui esse influirono sulle pratiche di trasmissione e di diffusione del sapere, sulla scelta dei temi di ricerca, sulle diverse opzioni metodologiche. Si intendeva dare particolare rilievo alle figure e alle opere di alcuni studiosi (Giuseppe de Blasiis, Raffaele Starrabba, Michele Amari ecc.) collocati in un panorama culturale non solo meridionale o siciliano, ma più largamente italiano e internazionale, dal momento che la complessa trama della storia di queste regioni era elaborata in un continuo gioco di confronti con l'Italia e con l'Europa, in un costante dialogo interdisciplinare.
L'unità di ricerca di Napoli aveva anche l’incarico di realizzare secondo i più accreditati standard internazionali le piattaforme informatiche del PRIN e in particolare l’Open Archive di Reti Medievali.

 


2. Descrizione della ricerca eseguita

Sulla base dei presupposti di metodo fissati nel progetto, le diverse unità di ricerca hanno scelto di avvicinare l’argomento meno in termini di storia delle idee che in termini concreti di prosopografia intellettuale, istituzioni di ricerca, personale coinvolto nelle imprese di studio, insegnamenti universitari. Il tutto è stato svolto in collaborazione stretta tra le diverse unità di ricerca, nel segno della complementarità di iniziative fissata nel progetto e di un continuo scambio di informazioni.
Per l’unità di Torino la base documentaria ha subito un incremento decisivo rispetto agli studi esistenti prima dell’avvio del progetto. Si conosce ora perfettamente, ed è stato messo a frutto nei molti prodotti della ricerca dell’unità, il materiale documentario inedito conservato soprattutto presso: Archivio storico dell’Università di Torino (fondi riguardanti Carlo Cipolla, Pietro Egidi, Pietro Fedele, Cesare Lombroso, Giorgio Falco), Archivio di Stato di Torino (carte Gabotto e documenti sulla Scuola d’Archivio), Deputazione subalpina di Storia patria (carte Promis e Baudi di Vesme, verbali della Deputazione, incartamenti sulla “Miscellanea di Storia italiana”), Istituto storico italiano per il Medio Evo (carte Crivellucci, Egidi, Falco, Fedele, Fiorini, Merkel), Archivio di Stato di Firenze (carte Schiaparelli), Biblioteca Civica di Verona (carte Cipolla), Biblioteca Civica di Sant’Arcangelo di Romagna (carte Volpe), Società ligure di Storia patria (carte Desimoni, documenti riguardanti le pubblicazioni della serie “Notai liguri”). Dal punto di vista del materiale edito, l’unità torinese ha contribuito in modo molto significativo al reperimento e alla digitalizzazione delle prolusioni accademiche tenute in tutta Italia nel campo delle scienze storico-sociali per il periodo che arriva fino alla prima Guerra mondiale: anche grazie a questo lavoro risiede ora presso il server di Napoli una banca dati in Open Access che non ha eguali nel campo degli studi storici in Italia.
Tutto questo materiale, ben prima dell’immissione nella banca dati comune, è stato fatto circolare all’interno delle altre unità e ha costituito il fondamento di molti contributi a stampa e in corso di stampa. Taluni fondi (lettere di vari corrispondenti al paleografo Luigi Schiaparelli, lettere di Carlo Merkel a Carlo Cipolla) sono in via di pubblicazione integrale.
I componenti dell’équipe di Verona hanno sviluppato le proprie ricerche mediante indagini archivistiche e bibliografiche in diverse sedi: Roma (Istituto Storico Italiano per il Medioevo), Milano (Università Cattolica, fondo Zerbi), Venezia (Archivio della Deputazione Veneta di Storia Patria), Pavia (Archivio di Stato, Biblioteca Civica “Bonetta”), Bergamo (Biblioteca Civica “Angelo Mai”), Verona (Biblioteca Civica, Carte Cipolla), Verona (Biblioteca Capitolare, Carte Simeoni), Trento (Archivio di Stato), Trento (Archivio Provinciale, fondo “Società trentina di storia patria”), Biblioteca Nazionale Braidense di Milano (Carte Novati), Pisa (Archivio del Dipartimento di Storia, fondo Cinzio Violante; fondo Giovanni Battista Picotti), Firenze (Archivio di Stato, carte Schiaparelli), Rovereto (Biblioteca Civica “G. Tartarotti”, carte Silvio Andreis), Mantova (Accademia Nazionale Virgiliana, carte Pietro Torelli), Sant’Arcangelo di Romagna (Archivio Volpe), Treviso (Biblioteca Civica, carte Gerolamo Biscaro). La ricerca è stata svolta in parte mediante indagini in loco, in parte mediante riproduzione fotografica di carteggi ed epistolari. È stato inoltre coordinato il lavoro di indagine di 30 collaboratori che hanno approfondito, in numerose città (con campionatura completa sul territorio nazionale), la relazione tra i circoli culturali locali, la tradizione municipale e le fonti documentario per la storia del medioevo, negli anni 1840-1880 circa. Infine è stato coordinato, per la prima metà del Novecento, il lavoro di ricerca di 25 studiosi che hanno approfondito le relazioni fra la storia religiosa del medioevo italiano e la ricerca medievistica.
L’unità di Siena, anche sulla base delle precedenti esperienze di studio dei suoi componenti, mirava ad approfondire alcuni nessi fra la peculiare situazione dell’istruzione superiore nella Toscana postunitaria, con centri atipici rispetto al panorama accademico nazionale, come la Scuola Normale Superiore di Pisa e l’Istituto di studi superiori di Firenze, e gli indirizzi della ricerca storica, in particolare medievistica. Questo, tenendo conto anche dell’articolazione disciplinare e, per così dire, generazionale, legata all’opera di personaggi come Pasquale Villari, Amedeo Crivellucci, e più tardi Gioacchino Volpe, Gaetano Salvemini, e gli altri esponenti del rinnovamento della medievistica italiana a cavallo fra i due secoli. Specie per quel che riguarda il primo periodo postunitario, tuttavia, si è anche cercato di mettere in luce la persistenza di pratiche più datate di studio e di insegnamento, legate ad una concezione retorica e prammatica, esemplare, della storiografia, e che trovavano nell’assetto universitario della disciplina – storia moderna - un non trascurabile punto di ancoraggio. Di particolare rilievo, in questo senso, è stato l’esame di una serie di manifesti programmatici, spesso affidati alle prolusioni accademiche, dai quali traspare bene il confronto fra diverse prospettive, e l’emergere in area toscana di una specifica forma di ‘positivismo’ storiografico. L’esame dottrinale e qualitativo, spesso basato sulla valorizzazione di nuovi documenti (relativi in particolare a Gioacchino Volpe), è stato affiancato da significative indagini prosopografiche, in particolare con la presentazione di un database sui concorsi di storia nell’Italia unita.
L'unità di Napoli ha contribuito al programma di ricerca nazionale con un’indagine sulla cultura medievistica nell'Italia meridionale e in Sicilia, negli anni compresi tra l'unificazione dell'Italia, nel 1861, e la seconda guerra mondiale. In particolare, la ricerca, basata anche sullo studio di numerosi materiali inediti (custoditi soprattutto presso la Biblioteca Nazionale di Napoli, la Società Napoletana di Storia Patria di Napoli, L'Archivio di Stato di Napoli, l’Istituto Italiano per gli Studi Storici, l'Istituto storico Italiano per il medio evo di Roma, l’Archivio Centrale dello Stato a Roma, l’Accademia Nazionale dei Lincei, il Deutsches Historisches Institut di Roma, il Centro Archivistico della Scuola Normale Superiore, la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, la Biblioteca Nazionale “Sagarriga, Visconti Volpi” di Bari, la Biblioteca Centrale della Regione Siciliana “A. Bombace”, la Società Siciliana per la Storia Patria di Palermo, la Società di Storia Patria per la Sicilia Orientale, l'Archivio di Stato di Palermo, l'Archivio Storico dell'Università di Palermo, la Biblioteca dei Monumenta Germaniae Historica di Monaco, l'Archivio dell'Institut für Oesterreichische Geschichtsforschung), si è sviluppata lungo alcune direttrici, relative ai principali poli aggregativi della cultura storica meridionale e siciliana e ad alcuni temi ritenuti particolarmente significativi per cogliere l'intreccio che legava la cultura storica del Mezzogiorno e della Sicilia alle correnti storiografiche nazionali e internazionali. In particolare per il Mezzogiorno sono stati individuati come poli aggregativi l’Università di Napoli, la Società Napoletana di Storia Patria e il Grande Archivio di Napoli; per la Sicilia le Accademie, le società di storia patria, gli archivi e le università. Si sono quindi ricostruite le vicende della Società Napoletana di Storia Patria, della professionalizzazione della storia medievale nell’ateneo napoletano, della biografia e del carteggio di Michele Amari con Raffaele Starrabba. Si è infine prestata attenzione al progetto incompiuto di un Codice Diplomatico Siculo, che a più riprese coinvolse numerosi esponenti dell’erudizione storica siciliana, a Federico II quale “padre della patria ghibellina”, all'immagine del medioevo italiano nelle storiografie tedesca, francese, spagnola, inglese, russa e ungherese.
L’unità di Napoli ha infine realizzato, in ambiente open source, la piattaforma informatica in cui sono stati pubblicati ad accesso aperto i contributi approntati dalle diverse unità locali. Più precisamente, in stretta collaborazione con Reti Medievali e con il Centro di Ateneo per le Biblioteche dell’Università di Napoli Federico II, sono stati realizzati:
a) un “repository” (in EPrints) denominato RM Open Archive, aperto all’intera comunità disciplinare dei medievisti italiani in seguito a una convenzione con la Società Italiana degli Storici Medievisti;
b) un CMS (Content Management System), basato su PHP, mySQL e XML, in cui sono presentate unitariamente tutte le attività svolte nell’ambito del PRIN. 
L’andamento della ricerca è stato monitorato attraverso seminari interni alle diverse unità, ed è stato presentato ufficialmente nei 5 convegni dell’intero PRIN. Altre presentazioni pubbliche sono state svolte in occasione di altri incontri, o organizzati esternamente al PRIN o allestiti dalle unità interne al progetto.

 

3. Prodotti della ricerca

  1. Prodotti della ricerca 
  2. Convegni 
  3. Collaborazioni

 

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